Matteo Marocchi

Matteo Marocchi.

Matteo Marocchi, l’autore del Discepolo, è venuto a trovarci sul nostro blog per permetterci di conoscerlo meglio.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per capire meglio come è nata la sua passione per la scrittura e come gli è nata l’ispirazione per il suo libro.

 

  1. Ciao, Matteo, benvenuto sul mio blog. Parlaci un po’ di te.

Ciao e grazie per lo spazio dedicatomi.

Io  sono nato nella provincia di Roma e precisamente a Colleferro, ma attualmente vivo nella provincia di Frosinone un ridente paese di nome Ferentino.

Nella vita sono un militare in carriera arruolatomi nel lontano 1995, come hobby oltre ad essere autore del mio primo libro sono un produttore strumentali di musica hip hop ed elettronica.

Amo la mountanbike e girovagare tra i boschi e percorsi più improbabili.

 

  1. Come è nata la tua passione per la scrittura e a che età hai scritto il tuo primo romanzo?

           Allora in realtà ho sempre scritto già dalle scuole medie, però, col passare de  gli anni tutto ciò che scrivevo veniva perso.

Credo che comunque la passione sia nata perché ho sempre desiderato non dimenticare i viaggi mentali, mettere per iscritto le follie e fantasie che creo quando ero e sono pensieroso.

Ma non la chiamerei del tutto una passione, per il momento preferisco definirlo un hobby.

  1. Generalmente quando preferisci scrivere? C’è un momento particolare della giornata che preferisci dedicare a questa tua passione?

In realtà no, perché il mio primo libro è stato concepito su i mezzi di trasporto con un Tablet oppure nei momenti morti delle mie serate casalinghe.

Con il secondo, che sto scrivendo, la musica non è cambiata.

Però, quando mi viene in mente qualcosa di diverso, da aggiungere e/o modificare in qualsiasi posto e momento tiro fuori il tablet e butto giù il mio pensiero.

 

  1. Parlaci della tua opera di esordio.

La prima ed unica opera per il momento è IL DISCEPOLO “Colui che nel tempo tutto può”.

E’ un libro fantascientifico con un tocco thriller che narra una vicenda legata ad un importante segreto.

E’ ambientato nel 1977 quando è stato ritrovato un antico manufatto.

Questo manufatto/oggetto si scopre come se fosse una sorta di chiave che chi ne è in possesso può attraversare determinati portali spazio-temporali, intorno a questo manufatto vi sono complotti di spionaggio governativi, intrighi, misteri e colpi di scena improbabili.

Il Discepolo in se è il custode di un segreto ma, anche il guardiano del “passato” che agisce nel “presente”.

Diversi sono gli attori in gioco ma tra tanti uno solo sarà il prescelto che dovrà proteggere e conservare anche al costo della sua stessa vita questo segreto.

  1. Cosa hai provato la prima volta che hai scritto la parola fine ad una tua opera?

E’ stato un sollievo, una liberazione perché ero costernato da mille dubbi, ma nello stesso tempo volevo che non terminasse mai, ma siccome il progetto è nato con l’idea di farne un seguito e successivamente un prequel penso di aver deciso di mettere il punto del romanzo al momento giusto.

  1. Di cosa parla il tuo ultimo libro?

Potrei parlare di quello che sto scrivendo in questo momento ma, darei un informazione errata visto che da quando l’ho cominciato ho avuto tantissime idee.

  1. Da quali elementi sei partito per scrivere questo libro?

Mi riallaccio alla domanda della mia prima ed unica opera.

Beh l’elemento principale era quello di giocare con un oggetto misterioso, un oggetto fuori dal comune che nello stesso tempo doveva diventare il protagonista della storia, in parte è riuscito.

Poi per esigenze di copione diciamo ho dirottato l’attenzione sul personaggio chiamato il Discepolo, perché alla fine dei conti l’oggetto in se potrebbe non avere un seguito nei prossimi episodi.

  1. Parlaci dei suoi personaggi. C’è qualcuno di loro che ti è entrato particolarmente nel cuore?

I personaggi in gioco sono molti i ognuno ha un carattere diverso:

  •  l’agente dell’F.B. I’ un uomo serioso e posato.
  •  L’agente dei servizi segreti italiani con un carattere misterioso e ambiguo.
  •  il Protagonista Matteo un ragazzo che è stato distrutto moralmente dalla morte della madre.
  •  il Discepolo uomo misterioso dove il carattere non esce molto fuori ma è più una sorta di saggio non so un Guru.

E credo che proprio Matteo sia entrato dentro il mio cuore.

  1. I tuoi romanzi possono essere letti da tutti o c’è una particolare fascia d’età a cui ti rivolgi?

Si tutti possono leggerlo i bambini avranno forse difficoltà a capire alcune fasi tipo i complotti che girano all’interno della storia, proprio perché non conoscono il vero significato della parola complotto.

 

  1. Adesso una domanda un po’ provocatoria. Secondo te, quando una persona, che ha la passione per la scrittura, può definirsi uno scrittore?

Questa è una bella domanda, e sicuramente è il mio caso, parlo per me non posso dare giudizi verso gli altri perché essendo alle prime armi non ne ho le competenze.

Io ad esempio non mi definisco uno scrittore, mi definisco un artista, perché provengo dalla scena musicale e già mi sono messo in abbastanza in gioco ora sono anche autore di un libro e prossimamente di altri, quindi anche se scriverò 200 libri non mi reputerò mai uno scrittore bensì un artista.

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