Manuela Pierro.

Manuela Pierro.

 

Manuela Pierro è una giovane scrittrice che vive da molti anni in Sardegna.

Ha sempre avuto la passione per la scrittura fin da piccola, ma l’anno scorso ha pubblicato il suo primo libro.

La sua opera di esordio si intitola Ashakiran ed è una bellissima storia d’amore che troverete nei migliori store online.

Manuela è venuta a trovarci sul nostro blog per permetterci di conoscerla meglio e per poter apprezzare ancora di più le sue doti di scrittrice.

  • Ciao, Manuela, benvenuto sul mio blog. Parlaci un po’ di te.

Ciao, grazie mille a te per l’invito.

Il mio nome è Manuela Pierro e sono nata a Salerno trentasette anni fa.

Dopo aver conseguito la maturità classica ed essermi iscritta all’università alla facoltà di giurisprudenza, ho conosciuto mio marito Mario, un sardo d.o.c, e mi sono trasferita nella splendida Sardegna per coronare il mio sogno d’amore.

Attualmente gestisco un autonoleggio insieme a mio marito, anche se l’attività che preferisco è senza dubbio la scrittura.

Sono una persona solare, allegra, mi piace stare in compagnia e visitare posti nuovi.

Adoro l’arte in ogni sua sfaccettatura e ho tantissime altre passioni, tutte piuttosto volubili a dire il vero.

L’unica passione vibrante, vera, pura che resiste e, anzi, si accresce negli anni, è la lettura.

Ho un numero variabile di cani e gatti e vivo in mezzo alla natura, dove mi prendo cura delle mie piante, nel mio orticello e dei miei fiori con grandissimo amore, anche se non in modo troppo costante.

 

  • Come è nata la tua passione per la scrittura e a che età hai scritto il tuo primo romanzo?

Credo che la passione per la scrittura sia insita in me dalla nascita, una sorta di condizione genetica.

Ho iniziato a scrivere da piccolissima…

Mia madre e mio padre mi ricordano sempre, con una certa dose di orgoglio, che ho vinto il mio primo premio letterario in quarta elementare.

Non ricordo, sinceramente, a che età ho scritto il mio primo romanzo. Mi sembra di scrivere da sempre…

  • Generalmente quando preferisci scrivere? C’è un momento particolare della giornata che preferisci dedicare a questa tua passione?

Se seguo alcuni schemi, è solo perché preferisco scrivere quando sono sola in modo da non essere costantemente interrotta.

Però non ho orari preferiti.

Scrivo quando ne sento il bisogno, a qualsiasi orario e in qualsiasi momento .

 

  • Parlaci della tua opera di esordio.

La mia opera di esordio è “Ashakiran”.

Il titolo dell’opera è un piccolo mistero che viene svelato durante la lettura del romanzo.

Si tratta di una storia di amore, passione, tenacia, altruismo, gioia e dolore.

La protagonista femminile, la nostra eroina, è Mayra.

Impegnata in missioni umanitarie in zone poverissime del mondo, è sposata ma infelice.

Il destino le fa incontrare Nicolas, un medico generoso e affascinante, che le sconvolge l’esistenza e la mette di fronte a tutte le false convinzioni su cui si è crogiolata a lungo.

“Ashakiran” è un viaggio in terre splendide e disperate, ma anche nell’intimità di una donna forte e allo stesso tempo fragile che si vede costretta a fare i conti con le scelte sbagliate della sua vita.

Se riuscirà a riscattarsi e ad essere finalmente felice, è tutto da scoprire.

  • Cosa hai provato la prima volta che hai scritto la parola fine ad una tua opera?

Un grande senso di solitudine e distacco.

O almeno, questa è stata la primissima sensazione.

Un po’ come quando lasci partire qualcuno che ami e che non vorresti mai vedere andar via.

Poi però ci sono state almeno un’altra mezza dozzina di sensazioni che si sono alternate o sovrapposte tra loro…

Soddisfazione, orgoglio, timore, gioia, aspettativa, tristezza.

  • Di cosa parla il tuo ultimo libro?

Si tratta di un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale, di forte impatto emotivo.

Ci sto lavorando da qualche mese soprattutto perché mi sto impegnando in un intenso lavoro di ricerca storica.

  • Da quali elementi sei partito per scrivere questo libro?

Generalmente l’elemento che mi porta a iniziare un’opera, che sia un romanzo o semplicemente un articolo, è l’ispirazione… Del tutto astratta, senza percorsi logici

Dall’ispirazione si è formata l’idea, che ha preso spunto da qualcosa che mi sta particolarmente a cuore.

Quindi, anche se non ho vissuto personalmente ciò che racconto in questo romanzo, svelo tanto di me.

Credo che capire l’animo di uno scrittore sia molto più complicato di quanto si pensi e cercare di spiegarlo lo è ancora di più.

  • Parlaci dei suoi personaggi. C’è qualcuno di loro che ti è entrato particolarmente nel cuore?

I personaggi di questo romanzo sono ancora disegnati a matita, senza il tratto sicuro tipico delle opere terminate.

Quello a cui sono maggiormente affezionata, però, è senza dubbio Carolina… La protagonista indiscussa e tormentata.

  • I tuoi romanzi possono essere letti da tutti o c’è una particolare fascia d’età a cui ti rivolgi?

Non mi piace mettere veti forse perché non ne ho mai avuti in fatto di lettura.

Però è giusto specificare che nei miei romanzi gli amori e le passioni vengono raccontati senza tabù.

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

L’unica cosa certa è che continuerò a scrivere. Se per un pubblico o solo per me stessa non mi è dato saperlo… Ai posteri l’ardua sentenza!

  • Quale consiglio daresti ad una persona che sta per scrivere il suo primo libro e sta per entrare a contatto con questo mondo per la prima volta?

La prima cosa da sapere è che non bisogna pubblicare per forza.

Non è giusto scendere a compromessi, in nessun caso.

Se il proprio lavoro ha un qualche valore letterario o, ancora meglio, nasconde un talento, prima o poi il momento di gloria arriverà.

Se invece non si hanno queste prerogative, non è giusto, a mio parere, svilire se stessi e il mondo dell’editoria con opere mediocri.

E poi mi sento di dare un consiglio puramente tecnico: meglio far correggere le bozze da professionisti del settore.

 

  • Adesso una domanda un po’ provocatoria. Secondo te, quando una persona, che ha la passione per la scrittura, può definirsi uno scrittore?

Da anni mi imbatto mio malgrado in questo tipo di dilemma.

In alcuni blog o su alcune discussioni nei social, si legge continuamente di grandi studiosi della lingua italiana o di scrittori di riconosciuto talento (o quasi) che vogliono sottolineare le differenze tra scrittore e autore,  che analizzano l’etimologia della parola e si indispettiscono quando un esordiente viene definito “scrittore”…

La mia opinione è che chi scrive è uno scrittore.

Certo, questo non dà il diritto a un novellino di essere paragonato a grandi autori della letteratura mondiale, ma, di fatto, non si può dimenticare che costui costruisce parole e che, il più delle volte, lo fa con passione e dedizione.

Non mi è mai piaciuto mettere paletti all’arte, specialmente se questa si chiama scrittura.

 

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