Francesco Bonvicini

Francesco Bonvicini.

Francesco Bonvicini è l’autore di una serie di romanzi thriller dal titolo “Sangue su Colonia”.

Oggi è venuto a trovarci sul blog per fare quattro chiacchiere con noi per farsi conoscere dagli amici di Stefy novel.

Ciao, Francesco, benvenuto sul mio blog. Parlaci un po’ di te.

Ciao, mi chiamo Francesco Bonvicini. Vivo e lavoro a Montecatini Terme (PT) come ragioniere in un affermato studio di commercialisti e consulenti del lavoro. Oltre che  scrittore di thriller “made in Germany”, ovviamente…

Come è nata la tua passione per la scrittura e a che età hai scritto il tuo primo romanzo?

È nata in parte per caso e in parte per necessità.

A causa della crisi che investe il mondo del lavoro, anch’io sono stato in mobilità e so bene cosa significhi passare le giornate senza battere chiodo, si rischia lo sconforto e la depressione.

Un giorno, rovistando svogliatamente la cartella Documenti del mio PC ho trovato alcuni “tentativi di gioventù” che avevo in precedenza abortito per mancanza di tempo e di stimoli.

Erano abbozzi di racconti e romanzi che avevo già intenzione di ambientare in Germania, poiché i gialli tedeschi non erano tradotti in italiano.

Cosicché presi il coraggio a due mani e contattai per e-mail la Polizia di Colonia, contatto che mantengo tutt’ora. Incredibile ma vero, non solo mi hanno risposto, ma mi hanno fornito un sacco di materiale, e così è nato il primo romanzo, Sangue sul Reno.

L’avevo fatto pubblicare da un editore locale (mi pare fosse il 2010), ma a causa di problemi e di differenze sul modo di intendere presentazioni e pubblicità.

L’ho ripubblicato presso l’attuale casa, la Pegasus Edition di Cattolica nel 2014/2015.

Una piccola nota: l’editore italo-tedesco Hejo Emons ha pubblicato i romanzi di alcuni ottimi giallisti d’oltralpe alcuni mesi DOPO la ripubblicazione del mio primo romanzo.

Anche in questo caso, Italia batte Germania…

Generalmente quando preferisci scrivere? C’è un momento particolare della giornata che preferisci dedicare a questa tua passione?

In realtà no, non esiste un momento preciso. Diciamo che ogni momento è quello giusto. Quando mi viene un’idea, devo subito fermarla. Poi, quando sono libero dal lavoro, passo lunghe ore nel mio studio privato a fare ricerche per i miei romanzi e a scrivere.

Parlaci della tua opera di esordio.

Sangue sul Reno è il mio primo romanzo.

Qui conosciamo gli elementi della Terza Squadra Omicidi di Colonia, un gruppo di poliziotti affiatato ma dal volto umano.

Non sono supereroi ma persone, ciascuna delle quali con una propria psicologia e le proprie capacità. In questo caso devono scoprire chi ha ucciso un uomo impiccandolo a uno strallo del ponte sul Reno più settentrionale di Colonia.

È un’indagine difficile, torbida e il lettore scopre subito che, sebbene le guide recitino che sia “città più tollerante della Germania”, Colonia nasconde bene i suoi scheletri e che la tolleranza tanto decantata non è un valore assoluto.

Si tratta di un romanzo corale, come in genere lo sono i police procedural, e quindi i personaggi principali sono ricorrenti nella serie.

Non voglio aggiungere altro, mi piace pensare che debba essere il lettore a scoprire il tesoro nascosto nello scrigno. E ogni libro, anche il peggiore, lo è.

Cosa hai provato la prima volta che hai scritto la parola fine ad una tua opera?

Una commistione di sensazioni a dir poco contraddittoria. Gioia, amarezza, stanchezza, incoraggiamento a proseguire… Basta così?

Battute a parte, sono d’accordo con un adagio in voga tra gli autori, che recita: «Mai concludere un romanzo senza avere in mente il successivo.» Ecco, con tutto il materiale che ho, non posso fare che così.

Di cosa parla il tuo ultimo libro?

Un’altra storia torbida.

Si comincia con un uomo che si reca presso il circuito del Nürburgring, aperto al pubblico quando non ci sono competizioni, ma non sa che quella sarà la sua ultima volta.

Per ironia della sorte, o forse no, la morte lo coglierà nello stesso punto dove Niki Lauda, il 1 agosto 1976, ebbe il suo famoso incidente che lo sfigurò per tutta la vita.

Da qui parte un’indagine particolarmente complessa, resa difficile dal fatto che il morto è un Procuratore di Stato di Colonia e che la Polizia Criminale di Mayen, competente per territorio, e l’onnipresente B.K.A. (omologo del F.B.I. americano) metteranno non pochi bastoni tra le ruote ai nostri della Terza Squadra Omicidi, i quali rivendicano l’indagine… Insomma, i colpi di scena non mancheranno di sicuro!

Da quali elementi sei partito per scrivere questo libro?

Diciamo che non parto mai da uno schema predeterminato.

Prima di mettere anche una sola parola nero su bianco faccio prima molte ricerche. In questo caso, però, possiamo dire che galeotto fu il filmato in Super8 dell’incidente di Lauda, spesso mandato in onda nelle trasmissioni sportive e reperibile anche su YouTube e siti simili.

Parlaci dei suoi personaggi. C’è qualcuno di loro che ti è entrato particolarmente nel cuore?

Beh, un autore generalmente è legato al proprio protagonista e, anche nel mio caso, direi di essere affezionato al commissario capo Alois Liebermann, tanto capace e risolutivo sul lavoro quanto imbranato e, oserei dire, fuori dal mondo nel privato.

Ma, a voler essere sinceri, sono affezionato un po’ a tutti i miei personaggi perché, pur essendo di carta, ognuno di noi può rifletterci sopra. Come dicevo in precedenza, ho cercato di renderli vivi e non rigidi e aridi automi, e questo vale sia per i personaggi ricorrenti sia per i secondari. In questo romanzo in particolare c’è una figura femminile piuttosto ambigua e intrigante, che una mia carissima amica mi ha aiutato a delineare, secondo me con successo.

I tuoi romanzi possono essere letti da tutti o c’è una particolare fascia d’età a cui ti rivolgi?

Beh, non sono certo letture adatte ai bambini… Diciamo che sono V.M. 14 anni.

Adesso una domanda un po’ provocatoria. Secondo te, quando una persona, che ha la passione per la scrittura, può definirsi uno scrittore?

Beh, la scrittura è sì passione, ma è anche arte e l’arte è assai più complessa di quanto possa sembrare.  Difficile, quindi, definire con certezza uno “scrittore”. Da lettore posso dirti che ci sono autori che scrivono da anni e anni e non sono ancora riuscito a capire niente delle loro opere. Ma forse questa è solo la mia ignoranza…

 

 

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